Sterilizzazione a vapore saturo: come funziona e perché è importante

In alcune situazioni, si rende necessaria la completa inattivazione dei microrganismi presenti nei prodotti farmaceutici, sia per uso umano che animale. Tale inattivazione deve avvenire su tutte le superfici degli oggetti destinati alla produzione farmaceutica o comunque ad attività sanitarie. In questo articolo cercheremo di capire come avviene questa sterilizzazione.

Sterilizzazione con vapore saturo

Ad oggi, la sterilizzazione tramite vapore saturo, è il metodo più sicuro perché tale vapore, condensandosi sulla superficie dell’oggetto da sterilizzare, di fatto cede energia e provoca danni non reversibili ai microrganismi. Le autoclavi per sterilizzazione svolgono questo compito in 4 fasi:

Vuoto. All’interno di un autoclave, si genera il vuoto. L’aria viene pompata all’esterno e sostituita progressivamente con vapore saturo in pressione. Una volta generato tale vuoto, viene chiusa la valvola di vuoto.
Riscaldamento. Ogni parte dell’oggetto o dello strumento raggiunge la temperatura impostata, necessaria alla sterilizzazione e alla produzione di vapore saturo.
Sterilizzazione. La durata di tale fase dipende da due fattori, ovvero dalla temperatura di sterilizzazione e dal numero di germi presenti sugli strumenti. Una durata standard si attesta oltre i 15 minuti, con una temperatura di 121 °C. Per uccidere i prioni però, sono necessari almeno 30 minuti. In questo caso la temperatura sale a 132-134 °C e la pressione a 3 bar.
Raffreddamento. L’ultima fase, ovvero quella del raffreddamento, conclude il ciclo di disinfezione.

Sterilizzazioni: tipologie e apparecchiature

Le sterilizzazioni non sono tutte uguali. In base alla specifica esigenza lavorativa infatti, si utilizzerà un’apparecchiatura apposita per quello scopo, ovvero idonea agli strumenti da sterilizzare. Per fare degli esempi concreti, dentisti e tatuatori hanno esigenze differenti da quelle di un centro estetico o di un medico di base.

Nei primi casi infatti, seppur con qualche eccezione, viene impiegata un’autoclave con vapore saturo di classe B. Nella seconda situazione invece, possono essere utilizzate autoclavi in classe N o S, o in alcuni casi una sterilizzatrice in grado di produrre vapore secco.

Come sterilizzare: procedure

Quando si procede con il carico dell’autoclave, si devono seguire alcuni semplici accorgimenti, ovvero:

• Non sovrapporre mai gli strumenti da sterilizzare.
• Non ostruire mai lo scarico dell’apparecchiatura.
• Non coprire mai le zone delle valvole dei cestelli e quelle dei filtri.
• Evitare che le buste degli strumenti possano toccare le pareti interne dell’autoclave.

Le buste utilizzate per la sterilizzazione, devono essere disposte di “taglio”, ovvero in una posizione parallela al fluire del vapore. Tali buste devono inoltre essere adagiate vicine senza pressarle. La parte porosa infine deve essere rivolta in alto, andando ad utilizzare i vassoi forati appositi al contenimento. Di assoluta importanza è il non sovraccarico dell’autoclave. Concluse le fasi descritte, rimane l’inserimento dei test di controllo biologici e/o chimici all’interno dell’autoclave prima che la porta venga chiusa, e successivamente avviare l’apposito ciclo di sterilizzazione.

Processo di sterilizzazione: responsabilità dell’operatore

Ogni ospedale ha norme specifiche che regolano la sicurezza e l’utilizzo dei presidi nelle sale operatorie. Agli operatori viene affidato il compito di controllare tutti i materiali prima che questi vengano utilizzati, valutarne il funzionamento corretto, identificare potenziali problemi e chiaramente eseguire tutte quelle operazioni corrette in merito alla manutenzione e all’eventuale riparazione in presenza di malfunzionamenti.

In questa situazione, è necessario stabilire preventivamente dei parametri che permettano un utilizzo sicuro dei presidi, facendo sempre riferimento alle linee guida che la casa produttrice di tali presidi fornisce. In altre parole, gli operatori non devono assolutamente utilizzare materiali senza conoscerne a fondo tutte le modalità corrette per tali utilizzo e le relative istruzioni d’uso. Non adottare questi semplici accorgimenti infatti, rappresenta un pericolo potenziale per tutto il personale ma anche e soprattutto per il paziente stesso.