Data protection e privacy: quali sono le differenze

Oggi come oggi, chiunque ha sentito parlare di data protection. Nel momento in cui la si chiama in causa si tende, erroneamente, a considerarla un sinonimo di privacy. Come viene chiaramente spiegato in questo articolo del blog di Privacy Lab, si tratta di due concetti diversi. 

Quali sono le differenze? Scopriamole assieme nelle prossime righe di questo articolo!

 

Privacy e protezione dei dati personali: le differenze e i punti di connessione

Chiaro è che, quando si parla di privacy e protezione dei dati personali, si inquadrano due ambiti che hanno diversi punti di connessione. Essenziale, però, è avere chiare le differenze. Quali sono? Iniziamo a elencarle concentrandoci sulle peculiarità del termine “privacy”. Nel momento in cui lo si chiama in causa si inquadra il diritto, in capo a ogni individuo, di scegliere cosa della propria sfera intima e persone condividere con chi ha vicino sia a livello familiare, sia in ambito lavorativo.

Quando si parla di privacy, si chiama in causa questo termine per indicare la volontà di non intromissione da parte di terzi, ma anche l’obbligo a non divulgare determinate informazioni a meno che non si abbiano autorizzazioni specifiche da parte della persona interessata. Cosa dire, invece, in merito al concetto di protezione dei dati personali? In questo caso, si fa riferimento a una normativa che trova applicazione nelle situazioni in cui, invece, si ha a che fare con sistemi di archiviazione. Entrando nel vivo delle peculiarità che ruotano attorno alla data protection, è opportuno specificare che, nel momento in cui si prende in considerazione questo ambito, è doveroso parlare anche di concetti come l’integrità e la disponibilità dei dati personali.

 

Un po’ di storia

L’ambito della privacy e quello della data protection si differenziano anche dal punto di vista delle radici storiche. Nel caso della privacy, tutto ha avuto inizio nel 1890 con la causa da parte di due avvocati di Boston a una testata che aveva divulgato dettagli sulla vita matrimoniale di uno di loro. Per trovare l’inizio della storia del concetto di protezione dei dati personali, che si è chiaramente evoluto nel corso del tempo, bisogna fare riferimento, invece, al diritto europeo.

In particolare, le origini vanno ricondotte a un articolo del 1909 uscito in Francia e caratterizzato da un’impronta rivoluzionaria se si pensa ad oggi. Il nucleo del testo, infatti, metteva in primo piano i potenziali pericoli di discriminazione legati ai processi di profilazione.

 

L’importanza della tutela continua

Come appena specificato, le origini stesse del concetto di protezione dei dati personali hanno anticipato molte istanze che, oggi come oggi, sono centrali. Tra queste rientra l’importanza della tutela dell’interessato soggetto a profilazione proprio in virtù dell’utilizzo dei sopra ricordati sistemi di archiviazione. In questi frangenti, sussistono rischi legati sia alla discriminazione, sia all’eventuale privazione della libertà. Per questo sono stati istituiti dei regolamenti ad hoc aventi lo scopo di venire incontro all’interessato che vede i propri dati personali oggetto di archiviazione.

Il riferimento principale è senza dubbio il GDPR ma, cosa che forse sorprenderà molti, prima della sua entrata in vigore il legislatore si era già impegnato per tutelare i dati personali. Degna di nota a tal proposito è l’emanazione, nel lontano 1978 da parte del Land tedesco dell’Assia, di quella che è considerata la prima legge nazionale finalizzata alla protezione dei dati personali.

Fondamentale è poi fare un salto a tre anni dopo , ossia al 1981, quando il Consiglio d’Europa ha adottato la cosiddetta Convenzione 108, ossia uno degli strumenti legali più importanti per quanto riguarda la protezione degli individui i cui dati personali vengono trattati in modo automatizzato. Quando la si nomina, è necessario ricordare che è giuridicamente vincolante a livello internazionale e che viene applicata ai Paesi che non fanno parte dell’UE (l’anno in cui è stata adottata è esemplificativo e rappresenta l’inizio del boom dell’informatizzazione accessibile a tutti, a prescindere dal proprio lavoro).