Passeggini per bambini: guida all’acquisto del miglior modello

Un passeggino per bambini è senza dubbio una della invenzioni più apprezzate dai genitori.
Portare a spasso il proprio figlio senza affaticarsi è sicuramente una conquista della tecnologia.
Se poi si considera che il passeggino può essere impiegato anche come contenitore per trasportare oggetti quali il biberon o il cambio o ancora il necessario per il bimbo, si comprende come questo accessorio sia diventato davvero indispensabile.

Tutto questo però prevede che il passeggino sia non solo di qualità, ma che possegga anche delle caratteristiche basilari da ricercare con cura. In questa guida vedremo quindi come orientarsi per scegliere il miglior passeggino secondo le proprie esigenze e quelle del bambino che cresce.

Passeggini per bambini: quali caratteristiche deve avere

Per iniziare ad orientarsi nel mondo dei passeggini, se si deve procedere al primo acquisto o se si deve cambiare semplicemente il modello, si può consultare il sito www.ebaby.it, specializzato nei prodotti per l’infanzia.

Il primo consiglio da tenere a mente quando ci si accinge alla scelta del passeggino è quello di operare un confronto tra il costo e le caratteristiche, cioè il classico rapporto qualità/prezzo. Esistono infatti sul mercato numerosi modelli, alcuni dei quali possono salire molto di spesa.

Premesso che la sicurezza e il comfort del bimbo non hanno prezzo, si può tuttavia scegliere un passeggino che abbia un costo contenuto ma che possegga le qualità fondamentali da ricercare.

Queste sono:

  • l’omologazione e la certificazione; primo requisito importante, lo si verifica dall’etichetta sulla quale deve essere apposto il marchio della Comunità Europea;
  • il peso: i passeggini più leggeri, adatti ad essere trasportati anche sui mezzi pubblici o per strada, dovrebbero essere acquistati se il bambino ha compiuto almeno 6 mesi. Il motivo è puramente ergonomico. Il bimbo molto piccolo infatti ha delle ossa ancora fragili, e per lui è più adatto un passeggino robusto che lo tenga stabile in posizione. La robustezza va naturalmente a scapito della leggerezza, ma dopo i 6 mesi il bimbo può essere anche trasportato su un passeggino più leggero;
  • il sistema di chiusura e trasporto è un fattore necessario, che praticamente ogni modello monta;
  • il tessuto è l’altro parametro che deve essere considerato. Questo dovrà essere anallergico, privo di sostanze potenzialmente tossiche che il bimbo potrebbe ingerire toccandolo con le mani e la bocca, e naturalmente ignifugo.

Una volta rispettati questi criteri si potrà procedere alla scelta di un modello duo o trio.

Passeggini duo o trio per bambini: cosa sono

Quando si parla di passeggini duo/trio ci si riferisce a modelli che svolgono contemporaneamente più funzioni, come si può intuire dal nome stesso. Nello specifico si tratta di modelli che si adattano letteralmente al bambino che cresce, modificando la propria struttura.

Questa caratteristica non va assolutamente sottovalutata, in quanto non dipende solamente da una questione di comodità. Cambiare passeggino (e questo vale per ogni accessorio legato alle esigenze del bambino) ogni qual volta il bambino aumenta di statura o peso, rappresenterebbe per l’economia delle famiglie una spesa che incide molto sul budget.

Allo stesso modo, e questa è proprio la caratteristica di questo modello, cambiare passeggino a seconda che si viaggi in auto o a piedi, sarebbe impraticabile. In sostanza quindi il passeggino duo/trio si compone di più componenti, e sono progettati in modo che vi possano essere montati altri dispositivi come una culla o un seggiolino per la macchina.

Naturalmente più aumentano i componenti più aumenta il peso del passeggino (e il costo) e questo è uno dei fattori da tenere presente.

Volendo riassumere, le caratteristiche a cui prestare attenzione quando si sceglie un passeggino di questo tipo sono quindi:

  • la facilità di regolazione del poggiapiedi e dei braccioli, con particolare attenzione al sistema di regolazione dello schienale. In momenti di caos, magari con il bambino che piange, sarebbe infatti uno stress perdere tempo a regolare la seduta;
  • l’ammortizzamento sul terreno;
  • la comodità di seduta e la presa ergonomica dell’impugnatura per un trasporto saldo.